Quando si sacrifica l’ambiente, sacrifichiamo la nostra salute

Quando si violano gli standard ambientali, non è solo l’ambiente a soffrirne.

La Corte di Giustizia Europea ha già riconosciuto il danno. È il momento di farci valere. Richiedi fino a €36.000,00 di risarcimento/anno

Salute: Un Diritto da Difendere

Sollecitiamo con urgenza lo Stato e le Regioni a conformarsi ai limiti di inquinamento imposti dalla Direttiva Comunitaria 2008/50/CE. È essenziale per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia dell’ambiente.

Combattiamo Insieme

Unisciti alla nostra azione collettiva e, insieme a migliaia di persone, lotta per far trionfare il diritto universale alla salute.

Qual è il risarcimento che puoi chiedere?

Fino a 36.000 €/anno

Il risarcimento totale dipende dal numero di anni in cui hai vissuto in Comuni inquinati tra il 2008 e il 2018.

Perchè richiediamo un risarcimento

Chiediamo allo Stato e alle Regioni di rispettare i limiti di inquinamento previsti dalla Direttiva Comunitaria 2008/50/CE.

L’Italia è stata più volte richiamata dall’Unione Europea ma, non avendo rimediato a queste violazioni, è stata sottoposta a diverse procedure di infrazione.

Ti invitiamo ad aderire a un’azione collettiva: insieme a migliaia di persone possiamo far valere il diritto alla salute di tutti.

Con oltre 20 anni di esperienza in azioni collettive, ti offriamo la sicurezza di un team sinergico e multidisciplinare di Avvocati e Specialisti.

Io Respiro: Unisciti all’azione per un futuro più respirabile

Io Respiro: Unisciti all’azione per un futuro più respirabile

Indicaci dove hai vissuto e scopri subito se anche tu puoi richiedere il risarcimento

Domande Frequenti

Una direttiva rappresenta un tipo di atto legislativo dell’Unione Europea che definisce un obiettivo specifico da raggiungere da parte degli Stati membri entro un termine prestabilito. Per essere effettivamente applicabile, è essenziale che ogni Stato membro la incorpori nel proprio ordinamento attraverso un’adeguata legislazione nazionale (nota come legge di recepimento). Senza questa implementazione a livello nazionale, la direttiva non può esercitare pienamente la sua funzione, nonostante possa stabilire diritti specifici a beneficio dei cittadini.

La Direttiva Comunitaria 2008/50/CE prevede degli specifici standard di qualità dell’aria che tutti gli stati membri dell’Unione Europea devono rispettare per tutelare i cittadini dai rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico, come riportato nella tabella di seguito:

PM10
50 μg/m3 al giorno, da non superare più di 35 volte per anno civile (margine di tolleranza 50%)
40 μg/m3 all’anno (margine di tolleranza 20%)
NO2
200 μg/m3 al giorno da non superare per più di 18 volte per anno civile (margine di tolleranza 0%)
40μg/m3 all’anno (margine di tolleranza 0%)3

I documenti necessari per aderire alla Causa sono: copia della Carta di identità o del Passaporto, copia del Codice Fiscale o della Tessera sanitaria, copia del Certificato storico di residenza, uno per ogni comune che risulta inquinato.

Avviata la Causa Legale, la stessa potrà avere una durata massima di 3 anni sulla base di quanto stabilito dal nostro legislatore (Legge n. 89/01 e successive modifiche).

Uno Stato membro viene considerato inadempiente se non recepisce una direttiva dell’Unione Europea, se la recepisce in ritardo, o se la normativa di recepimento non raggiunge gli obiettivi prefissati dall’UE. In tali situazioni, la Commissione Europea può intraprendere una procedura di infrazione. Tale procedura inizia con un avviso formale (messa in mora) allo Stato membro. Se le violazioni persistono, si procede con un’azione legale formale.

Durante questa azione legale, se le violazioni e la mancata azione dello Stato membro vengono confermate, è possibile che lo Stato venga condannato a pagare sanzioni pecuniarie o a perdere benefici economici.

Inoltre, se un cittadino non può godere di un diritto stabilito dalla normativa europea a causa della mancata o tardiva attuazione di una direttiva, ha il diritto di intraprendere azioni legali per chiedere un risarcimento allo Stato inadempiente. In questi casi, le procedure di infrazione servono come punti di riferimento fondamentali per stabilire la responsabilità dello Stato.

L’Azione Legale Collettiva è rivolta a tutte le persone che hanno vissuto dal 2008 al 2018, per almeno un anno consecutivo, in uno o più Comuni che non hanno rispettato i limiti alla qualità dell’Aria imposti dalla Direttiva Comunitaria n. 2008/50/CE.

L’Italia ha adottato la Direttiva Comunitaria 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria mediante il Decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010. Tuttavia, molti comuni italiani hanno continuato a superare i limiti stabiliti dalla direttiva. A causa di questo ripetuto inadempimento, l’Italia è stata oggetto di diversi richiami da parte dell’Unione Europea. Non avendo risolto adeguatamente queste violazioni, il Paese è stato soggetto a varie procedure di infrazione da parte dell’UE. Queste azioni evidenziano la necessità per l’Italia di implementare misure più efficaci per rispettare gli standard di qualità dell’aria previsti dalla normativa europea.

“Io Respiro” è un’iniziativa di azione legale collettiva volta a facilitare il risarcimento per i danni potenziali alla salute causati dal mancato rispetto dei limiti sulla qualità dell’aria. Questa azione è diretta contro lo Stato italiano e le Regioni che non hanno aderito agli standard imposti dalla Direttiva comunitaria n. 2008/50/CE. L’obiettivo principale di “Io Respiro” è quello di sostenere i cittadini nell’ottenere giustizia e compensazione per l’esposizione a livelli di inquinamento atmosferico superiori ai limiti stabiliti, sottolineando la responsabilità delle autorità nazionali e regionali nella tutela della salute pubblica e nell’assolvimento degli obblighi derivanti dalle normative europee sulla qualità dell’aria.

L’espressione “Causa Collettiva” si riferisce a un’azione legale intrapresa da un gruppo di persone che condividono lo stesso diritto o interesse e che si uniscono per difenderlo in sede giudiziaria. Questo tipo di azione è particolarmente utile quando i singoli individui affrontano problemi simili e cercano una soluzione comune. Nella causa collettiva, le decisioni del tribunale o le soluzioni raggiunte hanno effetti su tutti i membri del gruppo rappresentato, semplificando il processo legale per ciascuno e potenziando l’efficacia della tutela dei diritti condivisi.