Il confronto con il vice-presidente Castaldo e gli eurodeputati Bartolo e Rinaldi conferma la necessità di una soluzione legislativa che permetterebbe allo Stato risparmi da reinvestire anche nella sanità pubblica. L’approvazione della Manovra finanziaria: «L’occasione giusta per tagliare gli sprechi e riconoscere il diritto dei medici danneggiati»

Altri 10 milioni di euro ad oltre 400 medici. Le sentenze degli ultimi mesi ottenute a favore dei medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza l’adeguata retribuzione, confermano l’impellenza di trovare una soluzione al contenzioso. La tardiva e poi solo parziale applicazione delle direttive comunitarie in materia espongono le casse dello Stato ad un esborso di svariati miliardi di euro che va ad aumentare, come confermano appunto le sentenze emesse in questi mesi.

Siamo da sempre convinti che l’accordo transattivo resti la soluzione migliore per chiudere una volta per tutte la vicenda. Peraltro, proprio in questo periodo in cui la manovra economica è in approvazione al Senato si dovrebbe tener conto che la transazione permetterebbe di risparmiare diversi miliardi di euro da reinvestire, magari, proprio nella sanità, come spiegato ampiamente dagli illustri relatori che hanno partecipato di recente al “II° Convegno Nazionale sull’inadempimento di direttive comunitarie e obblighi risarcitori dello Stato nell’ambito sanitario”, organizzato dall’Università Luiss.

Ed anche da Bruxelles si va in questa direzione. Sembra infatti che l’attuale assetto del Parlamento Europeo induca realmente a pensare che possa finalmente trovare uno sbocco la vertenza di quei medici a cui lo Stato italiano ha negato il trattamento economico previsto proprio dalle direttive UE. Diversi candidati, poi eletti, si erano impegnati in prima persona a farlo, confrontandosi con una realtà che rappresenta oltre 100mila medici anche direttamente al Parlamento europeo. Tra questi, in maniera assolutamente trasversale, gli europarlamentari Pietro Bartolo Antonio Maria Rinaldi Fabio Massimo Castaldo, hanno caldeggiato la soluzione transattiva.

Alla luce dell’escalation di istanze presentate ai Tribunali italiani e alla CEDU di Strasburgo è ragionevole pensare che proprio da quest’ultima e da Bruxelles arrivi la parola fine a queste cause attraverso una transazione e che venga data ragione ai medici ricorrenti anche laddove i Tribunali italiani non hanno avuto il coraggio di farlo.